Trust, successioni e ipocatastali: il decreto Omnibus chiude i buchi della riforma

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Ci sono voluti due mesi dal primo passaggio in Consiglio dei Ministri, ma il quarto correttivo della riforma fiscale è arrivato. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, il cosiddetto decreto Omnibus è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto ed è in vigore dal 12 agosto.

Per quanto riguarda i tributi indiretti la parte che conta è quella dedicata all’imposta di successione e donazione: pochi ritocchi al D.Lgs. 346/90 e, in modo speculare, al Testo unico registro e altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025) che dal 1° gennaio 2027 assorbirà il TUSD.

La novità più rilevante riguarda i trust con immobili. Il D.Lgs. 139/2024 aveva riscritto il momento impositivo con il nuovo art. 4-bis del TUSD (oggi art. 90 del D.Lgs. 123/2025): regola ordinaria di tassazione “in uscita”, cioè al trasferimento dei beni ai beneficiari, con facoltà per il disponente, o per il trustee nel trust testamentario, di optare per la tassazione anticipata “in entrata” al momento del conferimento. Il comma 3, però, parlava de “l’imposta” al singolare e taceva sulle ipotecarie e catastali. Ne era nato un dibattito: le ipocatastali seguivano la stessa logica dell’imposta principale, oppure andavano applicate in misura fissa al conferimento a prescindere dall’opzione? L’art. 13 del correttivo risolve il dubbio inserendo il riferimento esplicito alle imposte ipotecaria e catastale accanto all’imposta sulle successioni e donazioni. Il risultato è un sistema coerente: chi esercita l’opzione in entrata paga tutto al conferimento; chi resta nel regime ordinario paga tutto, ipocatastali comprese, al trasferimento finale, sul valore dei beni a quella data. Le strutture con immobili in trust vanno riviste alla luce del nuovo perimetro, perché la scelta tra entrata e uscita ora sposta anche il 3 per cento di ipocatastali, da valutare caso per caso in funzione del valore atteso dei beni al trasferimento finale.

Il secondo intervento è di pura manutenzione, ma toglie di mezzo un’incertezza operativa che pesava sulle dichiarazioni di successione. Con l’autoliquidazione introdotta dal 2025, il momento della notifica della liquidazione dell’imposta principale era diventato un riferimento instabile per il calcolo degli interessi. Il decreto fissa la decorrenza al giorno successivo alla scadenza del termine di cui all’art. 37, comma 1, del TUSD, cioè i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, allineando le successioni alla logica degli altri tributi indiretti. Sul fronte delle formalità immobiliari, infine, viene introdotta una procedura di controllo dedicata alle autoliquidazioni relative a specifiche formalità ipotecarie e catastali, con un sistema di alert che consente all’amministrazione di intervenire in caso di anomalie.

 

 

 

  • Massimo Miani

    Massimo è Partner del dipartimento Corporate Tax. Si occupa di fiscalità aziendale e ambito societario per aziende di medie e grandi dimensioni. Ha esperienza nella governance di società nazionali.

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  • Stefano Burighel

    Stefano è Partner del dipartimento Corporate Tax. Si occupa principalmente di fiscalità aziendale, ambito societario e tematiche di bilancio, assistendo aziende di medie e grandi dimensioni.

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