Obblighi di filiera, tra verifiche preventive sulla catena di fornitura e previsioni minime contrattuali: quali obblighi contrattuali introdotti dal DDL PMI

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Il 10 ottobre 2025 la Commissione Industria ha approvato gli emendamenti al DDL PMI in fase di esame al Senato.

Tra gli importanti interventi sul settore moda spiccano senza dubbio, oltre alla certificazione volontaria della catena di fornitura, le novità concernenti obblighi contrattuali di filiera che rispondono evidentemente ad una esigenza sempre più imminente di prevenire situazioni di non-compliance riscontrate negli ultimi mesi dalla Procura.

L’emendamento al testo del DDL PMI pensato per il settore moda è volto: (i) all’introduzione di contenuti minimi dei contratti di subfornitura tesi a tutelare i diritti dei lavoratori, (ii) alla previsione di adempimenti contrattuali essenziali e (iii) al monitoraggio della regolarità fiscale e contributiva.

In particolare, gli emendamenti in esame prevedono che le società capofila (i.e. i brand o concessionari di licenze di marchio) che acquistano beni o servizi da fornitori di filiera dovranno:

    • adottare procedure di selezione dei fornitori nel rispetto delle linee guida in materia di qualificazione e accreditamento, selezione, valutazione e monitoraggio dei fornitori di filiera definite dalle associazioni di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e approvate dal Ministero delle imprese e del Made in Italy.
    • istituire una anagrafica dei fornitori di filiera e aggiornarla con cadenza semestrale;
    • prevedere contrattualmente il rispetto della disciplina giuslavoristica, fiscale, previdenziale e di salute e sicurezza del lavoro, compresa l’applicazione del contratto collettivo nazionale applicabile al settore, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
    • acquisire, all’atto della conclusione del primo contratto con l’impresa di filiera, la seguente documentazione minima aggiornata: certificato di iscrizione al registro delle imprese e visura camerale; autocertificazione del possesso dei requisiti di idoneità tecnico-professionale di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), numero 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81;
    • dotarsi di un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire, tra l’altro, il reato di cui agli articoli 603-bis, 648-bis e 648-ter del codice penale.

Ancora più rilevante è la necessità che le imprese di filiera stipulino contratti di subfornitura, appalto o subappalto che contengano (i) tutti gli elementi essenziali della fornitura, ivi incluso l’eventuale prezzo per unità temporale di riferimento; (ii) l’indicazione precisa degli adempimenti contrattuali essenziali, con previsione espressa della risoluzione del contratto in caso di inadempimento; (iii) le misure correttive in caso di omissioni, ritardi o inesattezze nell’esecuzione delle prestazioni, finalizzate al ripristino delle condizioni di legalità.

In definitiva, il DDL PMI sancisce l’introduzione di obblighi contrattuali volti a rafforzare la responsabilità delle imprese lungo l’intera catena di fornitura, mediante l’adozione di verifiche preventive e l’inserimento di previsioni minime contrattuali, con l’obiettivo di promuovere trasparenza, conformità normativa e tutela dei rapporti commerciali, configurandosi come un significativo progresso nella regolamentazione delle dinamiche di filiera.

  • WST_ Francesca Cossu

    Francesca è Partner del dipartimento Legal Corporate. Assiste le imprese di medie e grandi dimensioni nella redazione e nella negoziazione di contratti commerciali.

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